Almeyda: “Sogno di tornare alla Lazio, Inzaghi si sta dimostrando all’altezza. Biglia? I paragoni con noi non aiutano, e sui derby…”

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Matias Jesus Almeyda è stato uno tra i centrocampisti più forti della storia biancoceleste. Intervenuto ai microfoni di Radio Incontro Olympia, ha rilasciato un’intervista a tutto tondo, sul mondo biancoceleste e non solo.

L’ex numero 25 della Lazio cragnottiana allena ora il Chivas, squadra in cui qualche anno fa ha militato il Chiarito Hernandez: “Stiamo facendo bene. In un anno abbiamo raggiunto tre finali e vinto la Supercoppa messicana. Ora abbiamo trovato il nostro gioco. Come tutti sanno il Chivas gioca con soli messicani. È da sempre così, un po’ come l’Athletic Bilbao. Guardiamo molto al settore giovanile e lottiamo con squadre che hanno 8 o 10 stranieri. Siamo sulla buona strada, abbiamo 38 milioni di tifosi e diciamo che non posso accontentarli tutti. Sono qui da un anno e tre mesi e ho portato la squadra dalla zona retrocessione a lottare per i primi posti”.

Almeyda ha dunque l’occasione di parlare di allenatori che conosce, partendo da Bielsa, attorno al quale si è acceso un caso nella scorsa estate: “Nutro grande affetto per Marcelo Bielsa. Non sono stato io a convincerlo a non andare alla Lazio, figuriamoci, non sono in grado di dare proprio a lui un consiglio. Mi dispiace non sia arrivato, e non è vero neanche che gli abbia suggerito di andare ad allenare la nazionale messicana. Mi ispiro a lui nel modo di fare allenamenti, ma cerco di perfezionare il mio stile di calcio. Nessuno è uguale ad un altro. Simeone? Quando arrivi in Europa si aprono tante porte. Per noi che alleniamo in America non è facile arrivare a quei livelli, ma mi piacerebbe un giorno riuscire ad allenare in Europa per crescere ancora – per poi passare ad analizzare il lavoro di Inzaghi, suo ex compagno di squadra – Ora alla Lazio c’è Simone. Mi fa molto piacere che stia facendo bene. È un bravissimo ragazzo e si sta dimostrando all’altezza. Se ‘rosico’ per lui? No dai, non so come lavora. Ora è un’altra Lazio e al di là della sconfitta contro l’Inter sta ottenendo buoni risultati. Nessuno pensava che io potessi diventare allenatore, così come nessuno lo pensava su Inzaghi. Lui è rimasto tranquillo in panchina così com’era da giocatore. Di questa Lazio mi piace il fatto che non aspetti molto l’avversario. Cerca subito di essere protagonista, di fare gol e ha molta grinta. I biancocelesti devono però tornare ai livelli di quando giocavo io e dominare in qualsiasi campo. Imprenditori messicani? La Lazio costa tanto! Lotito? Non lo conosco”.

Il focus si sposta sui giocatori, ad iniziare dal suo connazionale Biglia: “Lucas è un centrocampista più difensivo che offensivo. Sta facendo bene, mi sembra un giocatore intelligente e per quello che ha fatto in carriera deve essere il leader di questa squadra. Il carattere? Ognuno è diverso, i paragoni con noi argentini dello scudetto non aiutano. Il nostro era un livello molto alto per cui era più facile esprimersi. Felipe Anderson? Potrebbe essere un crack ma deve crescere ancora. Keita anche, ma è difficile parlare dal di fuori, devi allenarli per conoscerli. Io non sono un commentatore radiofonico”.

Arriva puntuale la domanda sula stracittadina romana: “Per noi quella maglia era una seconda pelle, la Lazio era la nostra casa, un sentimento forte. I derby si giocano in una maniera diversa dal consueto. È la festa del calcio, devi lasciare tutto in campo, devi dare l’anima e i tifosi vogliono identificarsi con i calciatori che giocano. È una gara che c’è solo due volte l’anno, devi dare tutto”.

Infine, parla del suo sogno nel cassetto: “Vorrei tornare un giorno, mi piacerebbe molto. Mia figlia Sofia è nata in Italia per cui ho un sentimento enorme per questo paese. Mi sono allontanato negli anni, ma il cuore è lì. Dove può arrivare la Lazio? Il posto che occupa è giusto. E se continua a mantenere questo livello calcistico può ottenere anche qualcosina in più. Scudetto? La Juve è più forte. Inter e Milan non sono più quelle di qualche anno fa. La Roma è forte ma vincerà la Juventus. Auguro alla Lazio di vincere ancora e arrivare in alto… e magari che qualcuno che mi chiami così vengo ad allenarla io”.

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