Rossi, il baby che a suon di gol è diventato grande

rossi-640x350L’emozione gli ha rubato qualche ora di sonno. E’ stato difficile chiudere gli occhi dopo quella telefonata. E’ stato Inzaghi in persona a chiamarlo dopo la doppietta che aveva rifilato al Milan con la Primavera di Bonatti: «Ale non tornare a casa, raggiungici a Formello. Domani sei dei nostri». Immediata la chiamata del baby Alessandro Rossi a mamma Angela: «Mettiti seduta, stasera non dormo a casa, mi hanno convocato con la prima squadra». Quasi non riusciva a dirlo al telefono, eccolo quel sogno tanto a lungo inseguito che si sta pian piano realizzando. Per l’altra parte c’è tempo: diventare una bandiera della Lazio. Ago e filo li ha già in mano, e da ieri sera ha iniziato a cucire un piccolo tassello. La strada è quella giusta: 11 presenze con la maglia della Primavera, 17 reti e cinque doppiette stagionali. Alessandro non ha intenzione di fermarsi. Sulla maglia avrebbe voluto il numero 46, quello di Valentino Rossi, ma alla fine gli è capitato il 97, che ricorda l’anno di nascita. Per stampare il 9 anche sulla casacca della Lazio dei grandi ci sarà tempo, intanto il piccolo bomber si gode la terza convocazione in Serie A. Già un anno fa erano arrivare le convocazioni contro Juventus e Sampdoria. Allo Stadium si fece immortalare con gli altri viterbesi Farris e Bonucci. Entrambe le gare erano in trasferta, ieri sera invece la panchina dell’Olimpico aveva tutto un altro sapore. E chissà che non sia proprio lui il rinforzo di gennaio se dovesse partire Djordjevic. Intanto Rossi in mattinata si allenerà con la prima squadra a Formello: Inzaghi vorrebbe portarlo anche a San Siro contro l’Inter.

 

Valerio Cassetta / Il Messaggero

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