MOVIOLA – Irrati, qualche controversia sul rigore biancoceleste. Il giudice di linea annulla il gol di Sanchez

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ROMA – Vittoria importante della Lazio sulla Fiorentina: un 3-1 che dà continuità al trionfo di Marassi e rilancia gli uomini di Inzaghi dopo la sconfitta del derby. La direzione di gara da parte dell’arbitro Massimiliano Irrati di Firenze non è tuttavia priva di sbavature.

PRIMO TEMPO – Direzione corretta, finche al minuto 47′ non cambia la partita: la Lazio (già in vantaggio con la rete di Keita) si prende un calcio di rigore: Milinkovic-Savic va via a Tomovic con un gioco di gambe, il difensore fiorentino lo tocca da dietro. Il centrocampista, il quale di certo non fa nulla per rimanere in piedi, avrebbe potuto calciare a rete indisturbato: la sanzione per il terzino viola sarebbe dovuta arrivare almeno attraverso un cartellino giallo, sufficiente per costare l’espulsione al già ammonito Tomovic.

SECONDO TEMPO – Pronti via, dopo due minuti dall’inizio della ripresa, il fischietto di Firenze concede un rigore a favore dei viola. Netto il contrasto di Biglia su Cristoforo, giusto assegnare il penalty, sventato con audacia da Marchetti successivamente. Giuste le sanzioni arrivate successivamente (3 cartellini gialli per la Fiorentina, 1 per la Lazio).
Al minuto 83′, il giudice di porta annulla un gol alla Fiorentina: Sanchez insacca con la mano un calcio d’angolo con uscita a vuoto di Marchetti: Irrati inizialmente concede il gol, poi lo annulla su segnalazione dell’assistente.

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