Diaconale: “Bisogna riportare le famiglie negli stadi. La società non vuole privarsi dei suoi big. Lo scudetto 1914-15? Lotteremo per averlo”

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Intervenuto ai microfoni di Elleradio, il responsabile della comunicazione della S.S. Lazio, Arturo Diaconale, ha fatto il punto sul momento della squadra biancoceleste, toccando tra i vari punti le situazioni relative a Biglia e Keita e lo Scudetto 1914-15:

Al mio arrivo a Formello, sinceramente, pensavo di trovare una situazione molto più tesa e problematica. Invece, all’interno dell’ambiente, ho potuto constatare un buon clima soprattutto relativo all’umore dei giocatori. Inzaghi si sta comportando molto bene, è un uomo accorto, misurato ed intelligente. Inoltre, la presenza di Angelo Peruzzi e l’operato della società stanno dando alla squadra una stabilità che ne fanno una delle più importanti realtà del calcio moderno. Per lunghi anni, la Lazio ha vissuto in una sorta di stato d’assedio, una situazione in cui le responsabilità andrebbero divise in modo equo. Reputo infatti che una contestazione accesa e perenne porti una società a blindarsi. In questo senso, sto cercando di lavorare, aiutato dai risultati in campo. La gente sta lentamente tornando allo stadio, un anno fa quest’entusiasmo creatosi era impensabile. Bisogna ricreare un clima di festa, che consenta alle famiglie di andare negli stadi senza dover correre alcun rischio. Ultimamente, in quest’ottica, avverto una positiva inversione di tendenza. Parlando della squadra, la società non ha alcuna intenzione di cedere o svendere i propri big, mi sembra palese. Trattenere giocatori come Keita e Biglia è la volontà di tutti, le carte in tavola cambierebbero solo in caso di un’offerta scandalosa. Ciononostante, l’obiettivo non è far cassa, trascinando la squadra a metà classifica, bensì portarla il più in alto possibile. La società può essere portata ad effettuare dei sacrifici, ma la volontà è quella di crescere ed ambire a traguardi sempre più prestigiosi. Lo Scudetto 1914-15? Ci sono tre punti da considerare. Innanzitutto quello Scudetto è sacrosanto, lo hanno dimostrato le carte. In seconda battuta ritengo che la Lazio lo abbia già moralmente acquisito. Nella stele che abbiamo inaugurato il 4 novembre, nel giorno dei caduti, non siamo riusciti ad inserire neppure tutti i nomi dei ragazzi laziali che hanno dato la vita per la patria. Il terzo livello riguarda i rapporti istituzionali. Il presidente Lotito fa parte del Consiglio Federale come consigliere. Come società vogliamo quello scudetto e lo rivendichiamo, ma Lotito deve essere giudice terzo nella vicenda. Essendo il presidente molto rispettoso verso la legalità si muove con grande cautela, ma senza ombra di dubbio lotteremo per avere ciò che ci spetta“.

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