Inzaghi: “La Lazio se la può giocare con tutti. Eriksson e Mancini sono dei modelli. Rinnovo? A suo tempo vedremo”

inzaghi-2

Ventidue punti in dodici giornate di campionato, tre in più rispetto all’anno della Champions con Pioli. Questa è la Lazio di Simone Inzaghi che, si è raccontato in una lunga intervista al Corriere dello Sport, a partire dall’improvvisa chiamata per la panchina della Lazio dopo che si era parlato per mesi di Bielsa e Sampaoli:Ero al mare con la mia famiglia, mi trovavo a Formentera. La sera in cui si giocava Italia-Germania mi telefonò Lotito, mi disse che con Bielsa c’erano problemi. E che se ce ne fossero stati altri mi avrebbe voluto come allenatore della Lazio. Lo ero stato nelle ultime sette partite, la Lazio è casa mia, sono qui da 17 anni, ho due figli nati a Roma, sono laziali, gli dissi di sì. Fosse successo da altre parti ci avrei pensato, alla Lazio no. Quando Lotito mi ha richiamato, ho subito accettato. C’era una fila di allenatori molto lunga, tecnici che lavorano da tanti anni, sarebbero venuti a piedi alla Lazio. Forse si stava compiendo un disegno. Era giusto rimanessi io e così si è verificato. Inzaghino?  Non è un problema dire Inzaghino. Mio fratello Pippo è stato, credo, il più grande attaccante italiano di tutti i tempi, ha infilato record su record, l’unico a segnare una doppietta nelle finali di Champions e di Intercontinentale nello stesso anno, penso non sia mai successo. L’unica cosa che mi dava fastidio era sentir parlare dalla stampa di sogno Sampaoli e di sogno Bielsa. Non lo meritavo. Sono qui da 17 anni, a volte la gente si lamentava di non avere laziali dentro Formello, ho fatto sette partite non facilissime dopo un derby perso e la contestazione dei tifosi a Norcia. La squadra mi aveva seguito, avevamo perso solo con la Juve e poi a Marassi in modo incredibile. L’ultima sconfitta, a giochi fatti e quando le posizioni in Europa erano già assegnate, con la Fiorentina. Pensavo di meritare più considerazione. Faccio fatica io a conoscere le idee di Sampaoli e Bielsa, non capivo come potessero far tanto presa. Nonostante questo ho accettato di buon grado. La Lazio è casa mia. All’inizio c’è stata qualche critica, ma sono contento e rifarei altre mille volte questa scelta”.

Quante squadre, oggettivamente, sono sicuramente più forti della sua Lazio?
“In una partita secca, con la mentalità di adesso, ce la giochiamo con tutte. Con la Juve abbiamo perso due volte, ma quest’anno poteva andare diversamente. Prima del gol di Khedira, ricordo un’azione bella, il cross di Immobile, Parolo e Felipe in leggero ritardo. Non sai mai se la sblocchi come va a finire. Devo dire che a Napoli abbiamo giocato una grande partita e accettato qualche rischio con l’uno contro uno in difesa. Basta prima non aveva mai fatto il centrale dei tre, avevo bisogno di uno rapido, mettere Hoedt in quel ruolo sarebbe stato un errore. E’ stata una prova di grande sacrificio. Il Napoli mi ha impressionato, ti dà il senso di una squadra organizzatissima, sanno tutti quello che devono fare. Ora dovremo incontrare la Roma, abbiamo già incontrato e perso con il Milan. Montella sta facendo molto bene, ma penso che i rossoneri siano alla nostra portata”. Poi sul tanto atteso derby con la Roma: “La Roma l’ho vista con il Bologna. Hanno giocato una grande partita, hanno tanta qualità, sono da quasi un anno e mezzo con Spalletti. Dirò come sono dopo averli incontrati. Un conto è vederli in tv, un altro in campo. Tutti mi parlano della partita. So cos’è ho avuto soddisfazioni con la Primavera, ho vinto la finale di Coppa Italia all’Olimpico. Ora vedo tanti di quei ragazzi della Roma in Serie A e i nostri un pò meno. E’ normale pensarci, da allenatore devo cercare di lasciare fuori le emozioni. Il derby sono due partite, un campionato a parte”. I giovani, tanti prodotti dalla Primavera, al centro del progetto Lazio: “Con il settore giovanile della Lazio abbiamo fatto molto bene, quando hai giocatori importanti devi inserirli nel modo giusto. Alcuni erano in prima squadra (Lombardi, Murgia, Prce e Strakosha). Lombardi è stata una mia richiesta al ds Tare, Murgia sarebbe stato tenuto in rosa. Stanno crescendo e dimostrando di essere alla pari degli altri.” Su Felipe Anderson e il suo impiego sulla fascia: “Felipe ha grandissimi mezzi, può essere il terzo d’attacco o il quinto di centrocampo, deve crescere dentro la partita. Per me non è uno spreco farlo giocare a tutta fascia, parte più lontano e sono convinto che quel ruolo posso farlo nel migliore dei modi. Ha fatto tanti assist, i gol arriveranno. A Felipe non rinuncio, credo di non averlo mai sostituito”. Come modello di allenatore, Inzaghi si ispira ad alcuni suoi vecchi mister: “Eriksson, Zoff e Mancini i più grandi, mi impressionano i ritmi del gioco di Simeone”. Infine un battuta sul rinnovo e sul mercato di Gennaio: Non ne abbiamo parlato del rinnovo, siamo stati impegnati tanto. Si vedrà a suo tempo. Per Gennaio? Non vorrei vendere nessuno”. 

Follow LAZIALITA on Social
0