Hoedt: “Possiamo combattere per le prime posizioni. Sono un giocatore nuovo, sto capendo il calcio italiano”

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Con l’infortunio di Stefan de Vrij e il recupero non ancora compiuto di Bastos, le chiavi della retroguardia biancoceleste sono spettate di diritto al giovane olandese Wesley Hoedt. Dal suo arrivo in Italia è passato poco più di un anno e, come ha raccontato ai microfoni di Lazio Style Channel, il giocatore ha fatto dei veri e propri passi da giganti, risultando uno degli elementi più in crescita della rosa di Simone Inzaghi:  “Fisicamente mi sento bene. Abbiamo totalizzato 18 punti, potevamo averne qualcuno di più ma siamo soddisfatti. Ora ci attende una gara importante contro il Sassuolo. Penso di aver fatto un buon ritiro e un grande esordio con gol. Poi il mister ha fatto delle scelte, ne abbiamo parlato e le rispetto. Penso sia stupido creare scompiglio per delle partite rimasti in panchina. Dalla mia, non ho mai mollato e adesso ho riavuto le mie chance. Sò che non è bello rimanerci, ne ho sofferto, ma il mio compito è essere pronto nel momento in cui vengo chiamato in causa“.
Un anno fa la disfatta di Napoli, il miglioramento di Hoedt è stato notevole: “Sono un giocatore completamente nuovo, penso di averlo dimostrato. Ma ora pensiamo al Sassuolo, poi ci sarà il Napoli. Matri? Non co se giocherà lui domenica, l’importante sarà contenere chi di turno. Siamo una squadra molto giovane, dotata di grande qualità, che è quello che conta. Il rapporto con de Vrij?  Le sue 250 partite gli conferiscono grande eseprienza… La sua assenza in campo si sente. Anche lui può avere momenti di difficoltà, ma è una persona molto intelligente, sa quando lasciarsi andare e quando no. Molto gentile con me, mi dà sempre una grande mano. Wallace? Ha già imparato l”italiano, è importante per riuscire a capirci durante le partite. Anche lui è giovane, mi ricorda l’Hoedt dell’anno scorso. Bastos? Molto forte e di grande esperienza. Siamo tutti bravi, sarà il mister di volta in volta a decidere chi schierare”.

Due gol per lui in maglia biancoceleste ed un passato da centrocampista”Il gol a Bergamo? Sono alto, è normale che nell’arco del campionato possa sfruttare i miei centimetri per segnare tra i 3 e i 5 gol. Da dietro riesco ad impostare bene il gioco, anche se il mio compito rimane quello di difendere. Ho 22 anni e 40 partite, ma sento di aver cominciato a capire il calcio italiano. Non ho problemi di modulo, ma preferisco la difesa a 4 piuttosto che quella a 3. Anni fa facevo il centrocampista ma ebbi problemi al ginocchio legati alla mia crescita e persi fluidità nei momenti. Mi spostai sulla retroguardia e, dopo due anni, ero saldamente in prima squadra da difensore centrale. In Italia, rispetto all’Olanda, il calcio è meno spettacolare ma molto più competitivo. Qui non esistono punte di basso livello, difendere non è mai semplice”.

Infine, un parere sugli obiettivi biancocelesti: “Penso che possiamo lottare per le prime posizioni. Sò che non sarà facile, ma possiamo batterci alla pari con chiunque”.

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