Dal campo alla panchina: Inzaghi e Mihajlovic pronti alla sfida per l’alta classifica

simone-inzaghiROMA – L’appuntamento è fissato, domenica 23 ottobre alle ore 15:00 granata e biancocelesti si sfideranno sul prato dello stadio ‘Olimpico’ di Torino per il nono turno del campionato di Serie A. Granata contro biancocelesti, dicevamo. Immobile contro Belotti – potremmo aggiungere – ex compagni, ora rivali, pronti a siglare il tabellino del match. Oppure, Sinisa Mihajlovic (che avrà a disposizione l’intera rosa, fatta eccezione per l’infortunato Lorenzo De Silvestri) contro Simone Inzaghi (alle prese invece con diversi infortunati cui rinunciare obbligatoriamente).
MIHAJLOVIC-INZAGHI, DAL CAMPO ALLA PANCHINA – Classe ’69, dopo quattro stagioni in blucerchiato, viene acquistato dalla Lazio nel 1998 per circa 22 miliardi di lire. Con l’aquila sul petto vivrà l’epoca d’oro targata Cragnotti: sei annate costellate da uno Scudetto, due Supercoppe di Lega, una Supercoppa Europea, una Coppa delle Coppe e due Coppe Italia. Poi il passaggio ai colori nerazzurri e, al termine della stagione 2005-06, quello sulla panchina dell’Inter, in qualità di vice dell’altro ex biancoceleste Roberto Mancini. Da lì l’inizio della carriera di allenatore: Bologna, Catania, Fiorentina, Serbia, Sampdoria, Milan, Torino. Proprio alla guida dei piemontesi, e con 195 panchine di Serie A all’attivo, incontrerà la sua ex squadra (alla quale più volte è stato accostato), nonché uno degli ex compagni di trionfo.

Stesso destino, storia diversa. Inzaghino – questo l’appellativo del fratello minore di Pippo Inzaghi – arriva nella Capitale (acquisto da 30 miliardi realizzato nel 1999) dopo una lunga serie di prestiti e un anno trascorso in Serie A con la maglia del Piacenza, durante il quale contribuisce con 15 gol alla salvezza del club. Malgrado la folla di campioni, riesce a ritagliarsi uno spazio importante nella Lazio di Eriksson, con cui segna e vince il tricolore nel suo primo anno romano. Da lì, un frenetico periodo caratterizzato da prestiti (Sampdoria e Atalanta) e ritorni in biancoceleste. Vince poi la Coppa Italia nel 2009 e la supercoppa di Pechino contro la corazzata nerazzurra di Mourinho. Nel 2010 rescinde il suo contratto con la società capitolina, l’inizio del percorso da allenatore è dietro l’angolo e nella stessa città: il giovane Simone  parte dal settore giovanile, dagli Allievi Regionali prima e Nazionali poi. Segue l’esperienza a capo della Primavera, con cui conquista Coppa Italia e Supercoppa di categoria. Il salto definitivo nel calcio dei grandi arriva durante la scorsa stagione: Stefano Pioli viene esonerato, la squadra viene affidata al tecnico piacentino che, in sette partite, collezione 4 vittorie e tre sconfitte. In seguito all’estate condita dall’affaire Bielsa, arriva l’esito finale, che dice ancora Inzaghi: il nuovo cammino in campionato ha finora portato 4 successi, 2 pareggi, 2 sconfitte.

Le panchine nella massima serie italiana sono dunque appena 15, cifra di gran lunga inferiore a quella del collega ed ex compagno. Ma, considerando il rendimento di Torino e Lazio – appaiate in classifica a quota 14 punti che valgono il quarto posto -, la doppia sfida si preannuncia senza dubbio interessante: in palio tre punti che valgono le zone alte della classifica.

 

 

Laura Massa

 

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