Il Tempo: “Lazio, la rivoluzione a metà”

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L’obiettivo del presidente Lotito era quello di mettere al servizio della squadra, medici esperti e competenti in grado di risolvere tutti i guai fisici della Lazio, nelle ultime stagioni spesso travagliata da infortuni importanti. I risultati, al momento, sembrano essere disastrosi. Era il 18 agosto, quando avvenne il cambio che vide l’addio di Bianchini, Salvatori e Lovati con il subentro di Rodia e Razzano. I risultati? Fin’adesso, la Lazio ha perso Bastos e Biglia, entrambi impiegati in campo quindi reputati idonei per giocare dopo che le condizioni fisiche non erano (come si è poi dimostrato) delle migliori.
Non può essere una colpa quella di avere l’infermeria piena, ma l’aver perso il difensore angolano e il capitano argentino per più di un mese è stato un duro colpo tutti. Inoltre, i giocatori si recano abitualmente in Paideia, clinica sita nei pressi di Roma nord, mentre i medici dello staff biancoceleste lavorano al Cto (Roma sud).
Una soluzione, sui modelli del “Milan Lab” di Milanello o di quello che sarà il nuovo “J medical” all’interno dello Juventus Stadium, sarebbe quella di investire in macchinari si costosi, ma dalla loro assai efficienti.
Sul banco degli imputati, anche il preparatore Ripert, per i numerosi problemi muscolari e la condizione fisica non al top (anche se, per quello visto fin’adesso in Serie A, il livello complessivo delle altre formazioni non sembra essere maggiore).

Fonte: L. Salomone – Il Tempo

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