Lazio, cercasi esterno: Ntep si avvicina. Fasce più deboli senza la certezza Candreva

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Durante l’ultimo anno all’interno dell’ambiente biancoceleste si è parlato tanto e inevitabilmente, sembra opportuno aggiungere, di Antonio Candreva. Al centro delle discussioni nei media erano due gli aspetti toccati: il numero 87 in quanto giocatore con le sue prestazioni analizzate puramente al livello di gioco, e il suo comportamento dentro e soprattutto fuori dai campi domenicali, all’interno dello spogliatoio. La famosa querelle relativa alla fascia da capitano dell’estate 2015 – scoppiata dopo il momentaneo addio di Stefano Mauri – precedente ai plurimi impegni estivi (Supercoppa italiana, preliminari di Champions League, partenza della Serie A), con al centro lui e Biglia (nonostante ad Auronzo l’impressione appariva quella di dare continuità, incensando come capitano Stefan Radu) lo ha fatto terminare in maniera immediata sul banco degli imputati della crisi imminente in casa Lazio. Difficile dimenticare i ripetuti tentativi di mister Pioli (fino al suo esonero nel post-derby del 3 aprile) per scuotere la squadra, quasi assente, formata da tanti gruppetti a sé stanti, più una ratatouille di piccole entità divise tra loro che un gruppo stabile e unito; situazione in cui tifosi e addetti ai lavori non hanno lesinato critiche all’atteggiamento visibile e non (ovvero nelle dinamiche interne, conosciute in maniera piena solo dai protagonisti) dell’esterno di Tor de Cenci.
Spesso e volentieri, però, non è stato sottolineato un aspetto fondamentale del calcio: lo score dell’atleta all’interno del rettangolo di gioco. E quello di Antonio Candreva è stato sempre da giocatore importante, a tratti anche da top player.

 

ADDIO CERTEZZA – Non c’è parola più adatta per descrivere il calciatore: certezza. Entrato in sordina nei meccanismi della Lazio per poi diventare titolare fisso, (e lo sarà con quattro allenatori differenti) i suoi numeri sono da gran giocatore, uno dei pochi che avrebbe potuto davvero far parte della Lazio cragnottiana, regina d’Europa: 192 presenze complessive, condite da ben 45 reti e altrettanti assist – praticamente è entrato in una segnatura biancoceleste ogni due partite. Negli ultimi tre anni, poi, la caratteristica di essere andato sempre in doppia cifra (35 goal in tre annate, numeri da centravanti) nel corso di stagioni così diverse se confrontate tra loro lo rende più che certezza: fondamentale.
Il vuoto lasciato dalla sua cessione – tra l’altro avvenuta in maniera semi-discutibile, se confrontiamo le cifre riguardanti il suo passaggio all’Inter con quelle da capogiro del mercato attuale – appare oggi incolmabile, e non è un’esagerazione.

 

ALTERNATIVE INTERNE… – La Lazio ha tre vere alternative di fascia, o al massimo tre più una. Quest’ultima sarebbe il nazionale australiano Chris Oikonomidis, praticamente l’unico a non deludere nel prestito alla Salernitana, e che lo scorso anno fece il suo debutto con la maglia delle aquile in Europa League contro il Saint-Étienne; centrocampista offensivo che si trova alla grande con Simone Inzaghi (mister che nelle giovanili lo utilizzava nel tridente d’attacco). Passando agli altri tre, troviamo altrettante situazioni diverse: l’olandese Kishna, sicuro della permanenza all’ombra del Colosseo, ha mostrato di avere sì colpi importanti, ma anche un’altrettanta discontinuità su cui hanno influito non pochi infortuni stagionali. Veniamo agli altri due, anch’essi giovani (caratteristica attuale della Lazio è quella di avere quattro ali con età media bassissima, il più “vecchio” è Felipe Anderson), che già si sono mostrati “da Lazio”, senza però diventare punti fissi. È il caso di Keita Balde Diao e Felipe Anderson: entrambi con un talento indiscutibile, frenato però dal carattere. Il discorso calza perfettamente al brasiliano, che, dopo tre anni a Roma, ha dimostrato di essere facilmente influenzabile dal suo rendimento e dal contesto intorno a lui (sia in negativo che positivo). Il senegalese paradossalmente ha trovato difficoltà a farsi spazio nella stagione 2014-15, quando i ragazzi di Pioli hanno centrato il terzo posto; mentre invece ha rappresentato spesso la nota positiva di tante partite durante le due grigie annate prima e dopo quella quasi miracolosa. Il numero 14, ora come ora titolare nello scacchiere delle aquile, ha espresso assieme al suo agente la volontà di cambiare aria; idea che Anderson non ha negato ai cronisti con un “Non si sa mai”, riferito a un trasferimento, che non lascia spazio a chissà quali interpretazioni. Insomma, per la prima di campionato, Felipe sicuramente non sarà a disposizione; dall’altra parte, il futuro di Keita sembra in bilico tra cessione e adeguamento di contratto (che non precluderebbe un’eventuale vendita).

 

… ED “ESTERNE” – Ciò che sembra certo, ma che con la Lazio non è mai da etichettare come scontato, è l’acquisto di un’ala come sostituto di Candreva. L’obiettivo sembra essere Paul-Georges Ntep, che nelle ultime ore ha preso quota come nome sulla lista di Tare e appare davvero lontano dagli standard a cui i tifosi si erano abituati, gli stessi standard che dovrebbero appartenere ai biancocelesti.
È vero: Candreva arrivò come riserva del Cesena, prima di consacrarsi con la maglia laziale; tuttavia il francese di origine camerunense classe ’92 non rappresenta di certo un profilo alto, avendo collezionato nell’ultima stagione solamente 15 presenze totali e due goal, in un’annata travagliata da infortuni (seppur pochi di materia muscolare o di infiammazione, come quello di cui ha sofferto al pube). A 24 anni appena compiuti, l’ala del Rennes, che l’anno scorso ha ricevuto la chiamata della Francia, sarebbe il rinforzo per la Lazio: un’alternativa agli esterni presenti, più che titolare fisso dello scacchiere. Si sono allontanati i vari nomi tra cui Thauvin (primo sul taccuino, tornato al Marsiglia), Gomez e Boudebouz; compagni che ad ora Immobile sembra destinato a non avere: il centravanti partenopeo, che voleva farsi insegnare il romano da Candreva, dovrà rinunciare a tale idea.
La speranza dei tifosi è che il numero 17 non debba abbandonare il sogno di andare in doppia cifra con la Lazio, trovando magari grande assistenza dalle ali attorno a lui, fino al maggio scorso guidate da Antonio Candreva, certezza che il club dovrà ritrovare in quel ruolo.

 

 

 

Simone Melchionna

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