Guido De Angelis: “Il caso Keita è frutto della netta assenza della società. Tifosi, proteggiamo la Lazio”

Guido-Nuova

Consueto editoriale della mattina del nostro direttore Guido De Angelis in apertura della trasmissione ‘Quelli che hanno portato il calcio a Roma’ in onda sulle frequenze di Radiosei 98.100Tema caldo l’arrivo di Keita nel ritiro di Auronzo di Cadore: “Non è del tutto una buona notizia, ma solo a metà. Mi sembra soltanto una tregua. Spero che la Lazio sappia affrontare al meglio la questione. Si parla di un prolungamento di contratto con adeguamento e clausola rescissoria importante. La società è alle strette e deve per forza accontentare il giocatore per non perderne il patrimonio. Keita ha scalato delle posizioni e lo sappiamo tutti. Io però di questa dirigenza non mi fido e finché si vivrà alla giornata sarà così. La situazione è al momento risolta, ma mi auguro che il ragazzo giochi tranquillo e spensierato al fine di dare il meglio. I giocatori hanno paura e fino al momento in cui la società non deciderà di crescere, ci sarà sempre il pericolo di perdere elementi importanti che vogliono giustamente disputare la Champions. Alcuni vogliono fare le coppe poiché giunti all’apice della carriera, i giovani come Keita, rimasto quest’anno troppo spesso in panchina, desiderano avere più spazio. La Lazio non può permettersi di tenere fuori questi calciatori, non è una corazzata come la Juventus. Lotito sa bene che patrimonio ha in mano e che il mercato non inizia a luglio, ma ho l’impressione che fino a che Candreva non verrà ceduto sarà impossibile vedere rinforzi. Le altre squadre devono puntellare, noi dobbiamo rifondare completamente la rosa.”  

Poi sull’assenza della società e il mercato: “Non mi sorprende più. Non c’è  la struttura e non ci sono gli uomini sufficienti a gestirla. In queste condizioni i giocatori possono fare come vogliono. L’augurio è che Simone Inzaghi possa fare bene e che sappia gestire al meglio il gruppo. E’ successo con Reja, in parte con Delio Rossi e negli ultimi cinque anni. Questa è una gestione familiare. Io dico che Keita dovrebbe pensare più che altro ad allenarsi, ma c’è da dire che se anche questo ragazzo alza la voce qualche problema c’è. Lo scorso anno ha fatto panchina a causa di un giocatore come Djordjevic non di certo in grande condizione e ne ha giustamente risentito. La situazione che è venuta a crearsi è la conseguenza della netta e clamorosa assenza della società. Viviamo ogni giorno in base alle performance del presidente, ma il problema più grande, ribadisco, è la struttura societaria inesistente. Noi sul mercato trattiamo solo con poche squadre e prevalentemente all’estero. Perché non riusciamo a operare sul mercato italiano? Questo lo dovrebbe spiegare Tare; Immobile è un centravanti italiano di grande caratura, rappresenta quello che servirebbe alla Lazio e non capisco perché non possiamo acquistarlo. Leggo l’intervista di Djordjevic  che dà consigli alla società e che si gioca il posto da titolare. Io credevo che il serbo, dopo la stagione disputata, finisse sul mercato. In conferenza ha affermato che servono un paio di innesti per poter far bene in campionato, ma secondo me i giocatori, più che dare consigli di mercato, dovrebbero pensare a giocare. Ho sempre stimato Djordjevic dal punto di vista umano, ma non da quello tecnico: è un attaccante che rende al meglio quando la squadra gira a mille, un giocatore che al massimo può fare la panchina. Inoltre dobbiamo aspettare la decisione di Biglia. A noi serve gente che abbia voglia di restare e di lottare per questa maglia e se l’argentino non vuole rimanere è giusto che vada via. Per questa dirigenza le bandiere devono essere ammainate e i giocatori di carisma non ci devono essere. I risultati però sono sotto gli occhi di tutti. Spero soltanto che Lulic non faccia questa fine, perché è un elemento troppo importante per noi. Mi auguro che arrivino comunque quattro o cinque giocatori di qualità per ricominciare. La Lazio è della gente, ha un patrimonio storico troppo grande per essere attaccato continuamente e noi non possiamo lasciarla sola. Va seguita e protetta in tutti i modi”.

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