Caso Bielsa, parla Tare: “A giugno gli piaceva il progetto, poi ha cambiato idea. Non finirà qui”

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Il DS della Lazio Igli Tare è stato intervistato dal Corriere dello Sport sul caso Bielsa: “Quando era venuto a Roma gli piaceva tutto della Lazio. Lo convinceva il progetto, era d’accordo sugli acquisti, gli andavano bene Jardel e Adriano. Poi ha cambiato ed è cambiato, era diventato un’altra persona. Idee, ripensamenti, eppure la Lazio era pronta e lo stava continuando ad accontentare su tutta la linea e ad ogni sua richiesta. Gli abbiamo assicurato, soldi, pagamenti, albergo, casa, un trattamento da Real Madrid“. Promette battaglia l’albanese: “Si è mai visto un allenatore che non arriva nel giorno del raduno? Non finirà qui“. Dietro il rifiuto potrebbe esserci stata l’insoddisfazione per un mercato mai decollato, ma il DS è sicuro che Bielsa abbia altro in testa, forse un’altra offerta (smentita tra l’altro dal comunicato del Loco). La goccia che ha fatto traboccare il vaso comunque sembra essere legata al nome di Alexandre Pato. Bielsa lo voleva con sé, lo ha richiesto alla società dopo averlo incontrato in un albergo di Porto Alegre a fine giugno: “Non vengo. La mia fidanzata vuole restare in Brasile; questa la risposta del Papero. Bielsa nelle ultime settimane aveva portato avanti trattive in prima persona cercando di sbloccare la situazione, inutilmente. Aveva chiesto Thauvin ma la Lazio non ha fatto mosse concrete, avendo in squadra ancora Candreva. Aveva chiesto Medel, Morel, Beauseujour, Isla ma nessuno di questi è arrivato. Anzi Lotito e Tare sembra abbiano portato avanti trattative su profili bocciati dall’allenatore argentino: Jardel, Adriano, Ajeti. L’ultimo scontro tra le parti sarebbe arrivato sui convocati per il ritiro, con il Loco che avrebbe voluto lasciare a Roma Djordjevic, Basta, Kishna, Onazi e Hoedt oltre Gentiletti e Bisevac. Da qui la rottura definitiva, ampiamente immaginata quando la Lazio aveva emesso il comunicato del deposito di contratto e dell’arrivo di Bielsa. Una mossa dettata dalla necessità di salvaguardarsi dalla piazza che oggi, però, è in fermento.

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