Lo Monaco: “Bielsa lo consigliai anni fa a Lotito, meglio di Simeone. Se arriva, Biglia rimane”

Pietro-Lo-Monaco

E’ un grandissimo conoscitore di calcio, un dirigente capace di scovare talenti sparsi per il mondo. Stiamo parlando di Pietro Lo Monaco, che dopo quattro anni è tornato a Catania per riportare gli etnei nella massima serie, con il ruolo di direttore generale e amministratore delegato. Intercettato da Radio Sei, il dirigente parte dalla sua nuova esperienza al Catania, club che ha già guidato: “Non è semplicissimo ritrovare il Catania in queste condizioni, ma siamo pronti a rimboccarci le maniche per risollevarlo”. Si passa ad un commento sull’Italia: “La Nazionale è stata una bella sorpresa, intensa e ben messa in campo. Il Belgio era tra le favorite, ma è stato schiacciato dal punto di vista nervoso. Non credo possa vincere il torneo. In queste prime partita, per individualità, mi ha impressionato la Croazia che alla lunga però di solito si perde. Non ci sono state fin qui grande espressioni di gioco. Di certo anche la stanchezza dei rispettivi campionati può influire, i giocatori sono davvero spompati da un punto di vista fisico e mentale. Stesso discorso vale per la Coppa America”. Nazionale grande anche per merito di Antonio Conte: “È riuscito ad isolarsi e a dare un’identità alla squadra. Ha fatto leva su un blocco consolidato, la difesa dell’Italia non ce l’ha nessun altro in Europa. Il gruppo è stato costruito su questo settore dominante, perciò la Nazionale non potrà mai avere un grandissimo gioco”. Chiuso il capitolo nazionale, si passa a parlare di Lazio e di Bielsa, vicino ai biancocelesti: “Cinque o sei anni fa dicevo a Claudio Lotito di prenderlo. Non lo conoscevano ancora in molti, io invece sapevo già bene quali qualità possedeva come uomo e come tecnico. Credo che, per espressione in campo, sia tra i più bravi tecnici al mondo. È un personaggio particolare, vive intensamente la sua professione ed insegna calcio. Vedere le sue squadre è uno spettacolo, non guarda mai la carta d’identità dei giocatori. Anche con il Cile ha rinunciato a un mostro sacro come Pizarro e la Nazionale ha espresso il miglio calcio della sua storia. Lotito non deve farselo scappare, Bielsa sarebbe una soluzione decisamente importante. Me lo auguro per il calcio italiano, per la Lazio e per i suoi tifosi che sentono tanto questi colori. Farà divertire tutti. Merito mio? No. Da parte mia ogni tanto, in virtù dei rapporti passati, mi confronto solo con Lotito e parlo senza mezze misure per consigliarlo. A mio parere il pallino ce l’ha in mano Lotito, spetta a lui decidere. Bielsa è un personaggio che le sue cose le dice, credo sia contento della soluzione Lazio. Non è uno tanto attaccato ai soldi, a lui interessano piuttosto i progetti di una società. A Roma c’è tutto ciò che può stimolarlo. La società è sana e c’è un grande pubblico, oltre ad una rosa su cui è possibile lavorare. Il problema forse è il nodo Pioli, ma delle volte bisogna osare. L’argentino è un allenatore che può riportare la gente allo stadio. Un grande tecnico è fondamentale per raggiungere grandi obiettivi, tuttavia servono anche i giocatori. Comunque Bielsa resta un profilo che può incidere sul gruppo, come accaduto quest’anno al Napoli. Con lui esce fuori il campione”. Ultime battute su Biglia e su Simeone: “Non si muove da Roma se arriva Bielsa. È un profilo che affascina anche i giocatori, una vera e propria garanzia. Bielsa-Cholo? L’ultimo è più motivatore, ma per espressione di gioco non c’è paragone. Mi fa davvero piacere quando Simeone ricorda l’esperienza di Catania. Non sarebbe stato giusto trattenerlo, il calcio italiano ormai è di una pochezza assoluta a causa dell’incompetenza della classe dirigenziale. Non c’è senso di appartenenza”.

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