Al Billions “Una serata con Cristian Ledesma”. L’ex biancoceleste: “Mi sento uno di voi” – FOTO&VIDEO

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Ha avuto luogo ieri sera nella suggestiva cornice del “Billions” di via di Settebagni 716 l’evento di Lazialit√† “Una serata con Cristian Ledesma”. Presenti alla serata tanti personaggi del mondo Lazio, oltre ovviamente alle guest stars¬†Cristian Ledesma e Delio Rossi. Dopo una prima parte con protagonista l’artista Gianmarco Dottori, che ha intrattenuto la platea con alcuni pezzi suonati live con la chitarra, la serata √® proseguita con il racconto della storia di Lazialit√† narrata dai due conduttori Stefano Morelli e Valerio Cassetta.

A seguire il momento dedicato ad Aldo Donati, con la moglie del celebre cantautore Velia e il figlio Alan chiamati a gran voce sul palco, pronti a raccontare aneddoti e curiosità su Aldo, cui è dedicato un capitolo del nono volume della nostra enciclopedia, che ripercorre la sua grande carriera.

Il momento musicale con Velia prosegue ¬†poi sulle note di ¬†“So gi√† du ore” e “Lella” di Lando Forini, prima di “Tirollallero” che ha¬†regalato forti emozioni a tutti i presenti.

Successivamente, un piccolo break mentre un video raccontava i nove anni di Ledesma alla Lazio, prima dell’arrivo¬†sul palco proprio dell’ex centrocampista biancoceleste, il quale ha risposto alle tante domande rivoltegli dagli ospiti presenti in sala: “Se mi sento uno di voi? Io sono uno di voi, anche se non mi piace esternarlo, √® una cosa che tengo per me,¬†come¬†il mio passato: i valori di mio padre, il lavoro e il sudore al di l√† del calcio, avere ci√≤ che hai perch√© te lo sei sudato e non perch√© te l’hanno regalato. Siamo una famiglia di nove figli, ma non mi sono mai sentito povero perch√© mio padre non ci ha mai fatto mancate un piatto caldo a casa. Mi ha sempre sostenuto a prescindere, come tutta la mia famiglia.”¬† L’avventura calcistica di Ledesma √® partita in Argentina ma ha avuto il suo massimo sviluppo in Italia: “Sono andato via dal Boca perch√© eravamo trattati come merce e me ne sono andato. Poi √® arrivata l’occasione dell’Italia, ero solo a 17 anni, lontano dalla mia casa che ho lasciato a 14 anni senza pi√Ļ tornare. Il mio sogno era giocare in Europa. Lecce √® stata una citt√† che mi ha accolto con calore. L√¨ sono diventato marito e padre. L’incontro con Marta? √ą stato dopo il mio esordio in Serie A¬†a Bergamo, il giorno dopo ci siamo conosciuti grazie ad amici in comune. Ero capitano del Lecce primavera”.

Nel 2006, finalmente, il passaggio alla Lazio: “Come sono arrivato a Roma?¬†Tramite il mio procuratore avevo saputo che poteva aprirsi questa possibilit√†. Un pomeriggio mi chiam√≤ Delio Rossi…”. ¬†A questo punto sale sul palco l’ex¬†mister della Lazio, che ha assaggiato il palcoscenico della Serie A proprio in Salento: “Fui chiamato dal Lecce in Serie A¬†e retrocedemmo a fine stagione. Rimasi anche in Serie B, ma non c’erano soldi e abbiamo quindi cercato nella Primavera dove c’erano tanti giocatori di talento. Vincemmo la B, per√≤ l’ultima giornata feci giocare Cristian a Bergamo e non tocc√≤ un pallone tanto che i miei dirigenti erano restii a ripartire con lui l’anno prossimo. Andai in giro per l’Italia, lui rimase l√¨. Poi arrivai alla Lazio, il presidente non voleva confermare¬†Liverani che sapevo non fosse¬†un giocatore come Cristian poich√© aveva altre caratteristiche. Io pensai subito a lui. Ci siamo detti pochissime parole in tutti questi anni, non c’√® bisogno di sentirci, sappiamo che l’uno c’√® per l’altro √® questo √® la cosa pi√Ļ importante. Andammo in ritiro e convinsi Sabatini a prendere Cristian. Lui storse il naso e¬†prese Baronio per sicurezza. Poi il ds¬†venne a vederlo giocare durante un’amichevole in Austria contro una squadra iraniana e usc√¨ rincuorato.¬†Cristian ci mise un po’ a carburare, ma addosso aveva la responsabilit√† di sostituire Liverani. Le prime partite non andarono bene, ricevemmo molte critiche. Poi ci fu quel derby e l√¨ nacque la storia di Ledesma”.¬†Proprio a proposito di quella stracittadina, l’ex capitano biancoceleste ha rivelato: “Il giorno prima del derby vinto 3-0 mi fermai al termine dell’allenamento in panchina insieme a Walter, che mi confid√≤¬†“A me non interessa nulla di quello che pensa la gente. Per noi tu sei il nostro regista e non ti vogliamo cambiare con nessuno. Anzi ti dir√≤ di pi√Ļ. Tu domani farai venire gi√Ļ lo stadio!”. Parole profetiche…

L’argentino ha poi continuato: “Cosa si prova ad indossare la fascia di capitano? E’ un onore, io sono stato fortunato ad indossarla alla Lazio e sono stato scelto dai compagni. √ą anche una grande responsabilit√†. Io da giocatore posso dire che √® importante avere persone di calcio nelle societ√†. Sanno come come comportarsi”.

Poi ancora Delio, sollecitato a ricordare il celebre tuffo nel fontanone del Gianicolo dopo il derby vinto contro la Roma per 3-0 il 10 dicembre 2006: “Nacque cos√¨ per caso, io e suor Paola scherzavamo. Dopo il derby i giornalisti mi chiesero di fare il bagno e mi chiedevo come fosse stato possibile. La chiamai, lei era gi√† l√¨, mi disse che dovevo andare, malgrado l’orario. Dissi a Manzini di raggiungerla, non sapevo dove dovevo andare, so solo che mantenni la promessa e mi tuffai. Lei per√≤ non si bagn√≤ nemmeno. Abbiamo fatto tante scommesse come Kolarov, Behrami, de Silvestri e lo stesso Cristian, con qualche innesto ogni anno avremmo potuto fare qualcosa di importante. Sono arrivato quando c’era contestazione e poca gente allo stadio, arrivato a Formello mi hanno solo detto “mister, ci sono due derby. La Lazio √® una squadra importante, quando sono andato in una squadra ho sempre creduto di rimanere li a vita e pretendo lo stesso dai giocatori. Esistono due tipi di calciatori: chi ha bisogno di motivazioni estrinseche e chi intrinseche. Cristian fa parte di questi.¬†Presente? Io¬†accetto sempre volentieri gli inviti del mondo Lazio. Penso intimamente che non pu√≤ esserci futuro senza rispetto del passato. Per√≤ non bisogna parlare solo di questo, si rimane ancorati li, pensiamo al futuro anche e riappropriarsi della propria passione”.

A chiudere, ancora Ledesma:¬†“Quanto ti mancano i colori della Lazio? Mi mancano molto, ancora oggi faccio fatica a svegliarmi la mattina e non andare a Formello. Questa √® la parte pi√Ļ dura”. II¬†contesto della nazionale? “E’ stata una situazione strana, la questione oriundi teneva banco. Era bello essere l√¨, guardando i miei figli, che sono entrambi nati a Lecce, non potevo dire di aver rifiutato la nazionale italiana. Ha un grande prestigio, √® una nazionale importantissima. Il primo rinnovo l’ho firmato in 20 minuti ma dopo numerosi rinvii. L’ultimo contratto scaduto, ho scelto io di non rimanere perch√© mi sentivo fuori dal progetto e non √® da me stare li a guardare. In Brasile √® tutto diverso e non mi sono trovato bene, non dico che li √® sbagliato ma √® solo diverso. Oggi a 33 anni non posso sbagliare come in Brasile.”¬†

Al termine della serata, una torta celebrativa, foto e autografi di rito con Ledesma e Delio Rossi, mentre gli invitati raggiungevano il palco. Di seguito, foto e video dell’evento realizzati dalla redazione di¬†Lazialit√†.it:

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