Guido De Angelis: “Ho il timore che Prandelli sfumi, ma aldilà di chi sarà l’allenatore servono acquisti di qualità e personalità”

Guido Radio

Consueto editoriale della mattina del nostro direttore Guido De Angelis in apertura della trasmissione ‘Quelli che hanno portato il calcio a Roma’ in onda sulle frequenze di Radiosei 98.100Argomento  portante il discorso allenatore con Prandelli in bilico: “Non mi sorprendo più ormai. Questo è lo stile di Lotito, che aspetta il corso degli eventi per acquistare giocatori e tecnici. Una società seria non mette in ballo mille situazioni come fa quella biancoceleste. Una società vera avrebbe già bloccato l’allenatore del prossimo anno tre mesi fa invece di aspettare che si accontentino la Nazionale e gli altri club. Io temo che il nuovo allenatore della Lazio possa essere Maran o addirittura Inzaghi, perché gli interessi maggiori sono economici, non tecnici. E’ una situazione paradossale. L’allenatore è importantissimo, ma spero più che altro che Lotito prenda cinque o sei giocatori di grande qualità, perché i tecnici che vengono alla Lazio non hanno possibilità di imporsi o di scegliere, ma devono gestire ciò che gli dà la società. Da questo punto di vista Inzaghi e Maran sono perfetti e pronti per il salto di qualità della loro carriera, ma per la piazza laziale serve altro. Non ho sensazioni positive su Prandelli, mi dà l’idea che faccia la fine di Donadoni e Allegri due estati fa. Credo, comunque, che entro la fine della prossima settimana verrà annunciato finalmente il nuovo allenatore della Lazio. Prandelli ha grande esperienza nazionale ed internazionale e sia a livello di personalità che d’immagine si potrebbe fare un grande salto di qualità, ma ho il timore che un grande allenatore come lui possa arrivare in una piazza come Roma alla prima esperienza metropolitana senza le possibilità di lavorare bene. Per me anche Inzaghi potrebbe essere adatto, ma rischia di bruciarsi. Mazzarri è andato, così come Sampaoli, che a me sarebbe piaciuto tantissimo  perché sarebbe stato un ottimo generale nello spogliatoio e avrebbe  magari portato dei suoi pupilli della nazionale cilena. Penso che il 7 giugno il nuovo tecnico biancoceleste sarà annunciato, se Ventura si accaserà con la Nazionale, ma non è possibile che dobbiamo aspettare l’effetto domino ogni volta.” Poi sul mercato: “Pare che Adriano sia ormai un giocatore della Lazio. La preoccupazione mia è che tutta questa attesa possa far saltare la trattativa e lì sarebbe una catastrofe perché i tifosi si arrabbierebbero di più. Mi sembra strano che il Barcellona venda Adriano e Dani Alves in poco tempo. Il brasiliano accostato alla Lazio ha ancora un anno di contratto e quindi dobbiamo essere molto cauti. Noi ci immaginiamo Jardel in mezzo, Adriano a sinistra ma sono soltanto sogni. La struttura non è agile, Tare può muoversi ma fino a un certo punto. Il ds deve sempre passare per la dogana prima di acquistare un calciatore e non è possibile. Io spero che a giugno sia annunciato il nuovo allenatore e che a luglio arrivino quattro o cinque acquisti di valore. La difesa è tutta da rifare. Salverei forse soltanto uno di tutti i centrali. Speriamo che de Vrij si riprenda, ma servono due acquisti nel mezzo. Io fossi in Lotito e Tare prenderei anchedue esterni difensivi che possano dare il cambio a Basta e radu che francamente non mi convincono più. Se va via Candreva, inoltre, bisogna assolutamente prendere giocatori di grande personalità. Jardel è uno di questi, ma basta con i ‘bravi ragazzi’. Gli acquisti devono essere fatti anche in quest’ottica, prendendo esempio dalla difesa della Juventus affamata con Barzagli, Bonucci e Chiellini inferociti ogni partita.” Infine sui giocatori e la società: “Due grandi notizie sono la convocazione in Nazionale di Marchetti, Parolo e Candreva e il fatto che il vivaio sia in regola con la norma dei quattro giovani. Nonostante questa società non sia all’altezza andiamo avanti, ma la Lazio è sola in questa città. Non possiamo permetterci di lasciare questa squadra da sola perché c’è Lotito. Siamo stati abbandonati da tutti, televisioni, giornali e mass media, non facciamo lo stesso errore noi tifosi.” 

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