Prandelli a Roma, questa volta in biancoceleste. 12 anni fa lo striscione dei laziali: “Daje Cesare”

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ROMA – Lo sbarco nella Capitale di Cesare Prandelli è già avvenuto, non ancora l’approdo sulla panchina biancoceleste. Più che un arrivo a Roma, quello dell’ex ct dell’Italia è un vero e proprio ritorno. Nel 2004, infatti, l’allenatore di Orzinuovi (località che dista poco più di 30 km da Brescia) aveva ricevuto il mandato da parte dell’allora presidente Sensi come guida sulla panchina della Roma, dopo due anni a grandi livelli vissuti a Parma. Il tecnico tuttavia, dovette cedere il posto per impegni familiari: l’allora moglie Manuela fu colpita da gravi problemi di salute, e nell’occasione, oltre al sostegno dei tifosi giallorossi, arrivò anche la solidarietà da parte dei rivali laziali. Quando? Appena ci fu il momento per dimostrare la vicinanza, ovvero nel giorno del Triangolare precampionato tra Lazio, Rieti e Ternana. Il 28 agosto 2004 nella provincia di Rieti andarono in scena le amichevoli tra le tre squadre: era la primissima Lazio di Lotito, che il nuovo patron aveva rilevato da poco più di un mese, e mentre i capitolini non andavano oltre un doppio 0-0 sul campo (contro avversari meno forti sulla carta), sugli spalti veniva esposto dal cuore del tifo laziale uno striscione che recitava: “DAJE CESARE“, per incoraggiare l’allenatore, vista la situazione familiare che stava vivendo (si sarebbe poi dimesso il 12 settembre).

 

Passati 12 anni (poco meno) tante cose sono cambiate: basti pensare che l’attuale stella Keita Balde Diao aveva 9 anni, Prandelli avrebbe poi affrontato una carriera importante sulle panchine di Fiorentina e Italia tra successo e débâcle; allo stesso modo, la tifoseria delle aquile avrebbe vissuto grandissimi saliscendi.

Una cosa è rimasta com’era: Claudio Lotito è restato il Presidente della Lazio, e, dopo questo leggero vecchio sfioramento tra Prandelli e la gente laziale, adesso potrebbe davvero far toccare con mano al tecnico bresciano cosa significa vivere l’ambiente a tinte bianco e celesti.

 

 

Simone Melchionna

 

 

 

FOTO: InsideFoto

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