Nesta: “Addio? Ogni due mesi mi chiamavano per vendermi, io dicevo no. Poi però l’ultimo giorno…”

+++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++ Un tempo compagni di squadra nel Milan, ora uno far‡ il dipendente dell'altro. Alessandro Nesta (D) Ë il nuovo allenatore del Miami Fc, la squadra di cui Ë proprietario Paolo Maldini, assieme all'imprenditore Riccardo Silva, e che giocher‡ nel campionato americano Nasl, lo stesso a cui partecipano i New York Cosmos e i Fort Lauderdale Strikers. ANSA/UFFICIO STAMPA

In molti credono sia stato il difensore più forte di sempre, di sicuro uno dei più bravi e vincenti che la storia del calcio abbia conosciuto. Parliamo di Alessandro Nesta, capitano della Lazio Campione d’Italia nel 2000 e attualmente allenatore negli USA al Miami FC, è tornato a parlare ai microfoni di Radiosei: “Ho cambiato paese, la partenza non è stata delle migliori ma si va avanti. Le prime gare sono state un disastro ma ci serve tempo perché abbiamo fatto una squadra nuova. Qui il calcio è diverso, i calciatori hanno una mentalità diversa. In rosa ho anche l’ex Matuzalem. Allenatore? Posso dire che è meglio giocare, vai in campo e ti carichi. Però ora per l’età faccio l’allenatore e vado avanti (ride, ndr). Ricordo ancora il gol segnato in finale di Coppa Italia contro il Milan. Fu uno dei ricordi più belli di sempre, in quel momento forse meritavo proprio io di segnare. Addio? Alla Lazio ho fatto il mio percorso. Purtroppo poi c’è stata una crisi, che ha colpito anche me. Ogni due mesi mi chiamavano per vendermi, io dicevo no. Poi però l’ultimo giorno sono dovuto andare via perché i conti erano rossi. Potevo anche impuntarmi e restare ma erano un anno e sette mesi che nessuno prendeva lo stipendio alla Lazio, lì capii che rischiava di fallire. Io ho un carattere chiuso e orgoglioso, ho spiegato poche cose. Probabilmente avrei dovuto gestire meglio il mio addio con la piazza, forse ora lo spiegherei subito facendo chiarezza. Anche perché dopo me fu ceduto anche Crespo. Io contattato da Lotito? Diciamo che nel 2007 chiesi a Oddo (capitano di quella Lazio, ndr) i programmi della società, ero in scadenza. Ma saltò tutto, nemmeno ci fu una trattativa, così poi alla fine vinsi la Champions al Milan. Lì stavo ancora bene fisicamente. Invece prima di andare negli Stati Uniti non me la sono sentita di tornare perché non avevo più una forma accettabile e mi sarebbe sembrata una mancanza di rispetto verso tutti. Ora cosa risponderei? Niente, devo ancora fare esperienza e imparare. Dell’Italia mi manca molto mia madre e la mia famiglia, oltre alla città nel quotidiano ovviamente. Però nel mio cuore resta sempre vicina. Inzaghi? Non lo avrei mai immaginato in panchina, compreso Oddo. Sono bravi e felici per loro. Mihajlovic? Non so i suoi progetti ma a me piace. Anche a Milano ha fatto bene, nonostante tutto quello che c’è intorno”. Poi sull’evento “Di Padre in Figlio” del 23 maggio: “Mi farebbe molto piacere, due anni fa sono venuto volentieri quest’anno purtroppo però non posso muovermi. Ho già sentito mio cognato, verrà sicuramente lui con la famiglia”. Nesta conclude poi parlando delle divisioni delle curve: “Guardo le partite della Lazio e vedo lo stadio vuoto, una cosa che mette molta tristezza. L’importanza della gente è fondamentale, fa bene alla squadra. Ora la squadra non se la sta passando bene ma tradizione e attaccamento non vanno mai perse”.

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