‘La Lazio nelle scuole’, Marchetti: “Buon ricordo di Pioli, ma il cambio azzera tutto. Finire bene per noi e per Inzaghi”

PicsArtSi rinnova l’appuntamento con l’iniziativa ‘Dalla scuola allo stadio: il modo giusto di sostenere lo sport‘, volta a promuovere negli istituti della Capitale i valori della cultura sportiva. Il tour biancoceleste prosegue quindi nella mattinata odierna: Federico Marchetti, Dusan Basta e Milan Bisevac fanno tappa all’Istituto Comprensivo Parco della Vittoria, in via A. Mordini (quartiere Prati). Presenti inoltre l’aquila Olympia, il falconiere Juan Bernabe e il team manager Maurizio Manzini.

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Iniziano, come di consueto, le domande dei giovani studenti.

Marchetti:L’esperienza al Cagliari mi ha dato fiducia, poi ho avuto problemi e ci siamo lasciati così. Perché ho fatto il portiere? Ho iniziato da centrocampista, poi mio fratello si è accorto delle mie doti da portiere. Allenatore? Con Pioli abbiamo passato un anno e mezzo, abbiamo condiviso soddisfazioni e qualche delusione. Conserviamo un ricordo buono, ma quando si cambia, si azzera tutto.
Mister Inzaghi lo conoscevamo già, ed stato tutto più semplice. Speriamo di finire al meglio il campionato perché ce lo meritiamo e se lo merita anche lui. Klose? E’ una leggenda del calcio. Quando sono venuto alla Lazio ero curioso di conoscerlo. E’ un grande giocatore e una grande persona, che aiuta sempre i più giovani. Sono stati 5 anni belli, Klose mi ha arricchito. Stadio vuoto? Non sarei onesto a dire che non cambia nulla. Chi entra in campo sa che con una tifoseria che ti supporta fa qualcosa in più ed è più carico. Uno stadio che spinge, ti aiuta molto. Lo stadio pieno dà più punti in campionato. I portieri più forti della Serie A? Handanovic e Buffon. Da bambino tifavo per la Juve, poi questa fede è diminuita sempre più. Ora tifo per la squadra in cui gioco. Derby? E’ una partita di importanza notevole, si aspetta per tutto l’anno e vincerlo ti manda in paradiso. Purtroppo capita anche di perderne qualcuno. Dispiace sia per i punti sia per i tifosi che ci tengono molto. Un peccato quando non si vince”. 

Basta:Siamo una squadra unita. Tutti per uno e uno per tutti, perché possiamo raggiungere traguardi importanti. Le prime in serie A? Le ricordo bene, si vive l’esordio con molta agitazione e tanti pensieri. È rischioso perché puoi giocare male per la tensione. Bisogna cercare di non farsi condizionare per gestire le emozioni”.

 

Intorno alle ore 11:00, l’incontro si è concluso e hanno preso il via le foto e gli autografi di rito.

 

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