Guido De Angelis: “La Lazio è una cavia per giocatori che dovrebbero andare in provincia. La società intanto non dà segni di vita…”

Guido Radio

 

Consueto editoriale della mattina del nostro direttore Guido De Angelis in apertura della trasmissione ‘Quelli che hanno  portato il calcio a Roma’  in onda sulle frequenze di Radiosei 98.100.  Tema principale, ovviamente, la sconfitta della Lazio ieri sera a Torino con la Juventus per 3-0“I bianconeri erano nettamente più forti. Già lo avevano dimostrato nel primo tempo, poi nella ripresa con la follia di Patric si è compromesso tutto. Spero torni a Barcellona, perché non è presentabile. Fallo più che ingenuo, già con un’ammonizione sulle spalle. Insiste e va a cercare il fallo, inspiegabile. Via questi giocatori, già abbiamo avuto i vari Mauricio, Ciani, Gentiletti e compagnia bella, basta così. Certo è che anche senza l’espulsione e il rigore l’avremmo persa uguale. Nel disastro dobbiamo salvare Marchetti, il quale ha evitato la goleada che per quanto si è visto in campo sarebbe stata anche giusta. Nelle scorse settimane l’avevo anche criticato, ma devo dire che se un portiere che prende tre gol è il migliore in campo è tutto dire. Centrocampo inesistente, difesa imbarazzante, attacco nullo. Io credo che Djordjevic anche se si mettesse sul mercato non lo prenderebbe nessuno. Qualsiasi centravanti, anche di B sarebbe meglio. Lo scorso anno che la Lazio andava a mille i suoi gol li faceva, ma quest’anno ha dimostrato il suo reale valore. Ha avuto un’involuzione preoccupante il serbo, che spero il ds Tare riesca a piazzare sul mercato almeno in prestito. Poi la gestione di Klose è clamorosa. Ieri il tedesco non va neanche in panchina e vola in Germania. Ma che società è questa? Giocatori che vanno e vengono, siamo ai minimi storici come organizzazione societaria. Facciamo un pacco postale e mandiamo via i vari Mauricio, Djordjevic, Patric, Gentiletti. La Lazio è una cavia che prova giocatori buoni invece per la provincia. Ieri anche la panchina era da brividi. Kishna e Matri spariti in circostanze misteriose, tanti primavera e poca qualità. A Torino l’unico che ci ha provato non è stato neanche Keita ma bensì Felipe Anderson. Il brasiliano poi è dovuto uscire per fare posto a Basta dopo la sciagura combinata da Patric. Fatto sta che non abbiamo mai tirato in porta, Buffon non ha fatto una parata.” Poi su Inzaghi, il mercato e la società“Ieri non era un test giusto per capire  le capacità del tecnico. Il materiale a disposizione è veramente scarso e di poca qualità. Si è visto qualcosa soltanto da Onazi e pochi altri. Il futuro non è roseo e a giugno ci sarà probabilmente qualche partenza eccellente. Certo è che senza i vari Biglia, Candreva e Keita il prossimo anno sarà davvero dura. La società è immobile, oggi il comunicato di Lotito casualmente non è arrivato. Bisogna capire cosa ha in mente questa dirigenza, indipendentemente dall’operato di Inzaghi in queste ultime sette partite. Il presidente fa tutto fuorché pensare alla Lazio, tra Senato, Nazionale e Salernitana, senza dei dirigenti alle spalle che lavorino per lui. E’ una situazione paradossale e non ho buone sensazioni per il futuro…”

Follow LAZIALITA on Social
0